DACCAPO è una
Associazione di volontariato iscritta al Registro Regionale del Veneto con Decr. Dirig. 86 del giugno 2005, nata perché alcuni giovani padovani, insieme alle loro famiglie, hanno vissuto sulla propria pelle l’inadeguatezza dell’assistenza post-ospedaliera per le vittime di Trauma Cranico nella Provincia di Padova.
Fin dal 1999 i futuri soci fondatori dell’Associazione hanno iniziato a tessere relazioni forti di scambio di informazioni con altre associazioni padovane del settore socio-sanitario, relazioni che si sono fatte via via sempre più solide e costruttive.
Il passaparola ha facilitato l’incontro tra famiglie che hanno vissuto il medesimo problema: prima della reciproca conoscenza, ognuno si era autonomamente rivolto a specialisti, ospedali o associazioni che avevano fornito consigli e servizi riabilitativi in modo spesso parziale e non esaustivo, o risultando troppo lontani da casa.
Tutti avevano scoperto la frammentarietà geografica dei servizi e la mancanza di continuità temporale e coerenza metodologica nella lunga e complicata fase riabilitativa.
DACCAPO si occupa prevalentemente di giovani che hanno superato un trauma ed il coma, cercando di coordinare i ruoli per guidarli a ricominciare daccapo, in modo cosciente ed ottimista, una vita il più soddisfacente possibile.
L’Associazione stimola gli assistiti e le loro famiglie a realizzare programmi a tappe di riabilitazione e di reinserimento, che gli operatori dei diversi settori continuano ad aggiornare, scambiandosi informazioni su ogni paziente.
Tutti i percorsi riabilitativi sono sviluppati a partire dalla rianimazione, sino al ritorno agli studi o al lavoro.
Il fine ambizioso è realizzare un programma codifi cato di interventi medici ed extra-medici che segua passo passo i soggetti lesi e le loro famiglie attraverso la collaborazione delle diverse figure professionali utili a fornire un servizio completo e senza interruzioni temporali.
- Occuparsi delle problematiche fisiche, psicologiche, cognitive, comportamentali e di reinserimento sociale (scolastico e lavorativo) delle persone vittime di cerebrolesioni acquisite; offrire supporto morale e tecnico ai familiari, per aiutarli a prendersi cura in modo cosciente del loro caro e a collaborare attivamente con i terapisti, per realizzare insieme un programma rieducativo personalizzato;
- sensibilizzare e informare l’opinione pubblica circa i molteplici problemi che coinvolgono sia le vittime di cerebrolesioni acquisite, sia i loro familiari;
- organizzare campagne di raccolta fondi che finanzino le attività assistenziali e affianchino l’opera di sensibilizzazione e di informazione;
- scambiare dati ed esperienze per realizzare programmi di rieducazione di reinserimento e di ricerca, in collaborazione con Ospedali, Università ed Enti che operano nel settore della disabilità
- promuovere e realizzare, anche in collaborazione con altri enti, attività formative, sportive dilettantistiche, ludiche, culturali e turistiche aperte a tutti, a soggetti abili e meno abili, a gruppi di persone eterogenee ma che risultino utilmente integrabili tra loro.